SALUTE: MENO SALE IN TAVOLA, MENO MAL DI TESTA

14 Gen 2015
Dimezzandone il consumo è possibile ottenere una riduzione tangibile dell’insorgere del disturbo.

Il mal di testa, o cefalea, è uno dei disturbi più diffusi. Non è una vera e propria patologia bensì un sintomo aspecifico, in quanto la sua insorgenza può essere legata a moltissime cause diverse. Sebbene la normale terapia preveda l’uso di analgesici, in molti casi essi si rivelano inefficaci nel contrastare il dolore.

Una speranza per tutti quelli che ne soffrono arriva da un nuovo studio pubblicato sul British Medical Journal: secondo la ricerca apparsa sulla rivista britannica infatti “la riduzione dell’apporto alimentare di sodio rappresenta un nuovo approccio alla riduzione del mal di testa”.

Il team di ricerca, guidato da Muhammad Amer, ricercatore presso la Johns Hopkins University di Baltimora (USA), ha sottoposto un campione scelto da un gruppo di 390 persone ad una riduzione della quantità di sale assunta quotidianamente, da 8 a poco più di 4 grammi al giorno. I risultati sono stati sorprendenti: è stato verificato che “un apporto ridotto di sodio era associato a un rischio significativamente inferiore di mal di testa”. I ricercatori, in particolare, hanno riscontrato una diminuzione anche del 31% dell’insorgenza del disturbo.

Ma le scoperte operate dalla ricerca non si sono fermate qui: lo studio ha evidenziato come il manifestarsi del mal di testa sia assolutamente indipendente dall’assunzione di qualsiasi altra sostanza tramite l’alimentazione. I ricercato hanno argomentato che “il regime alimentare non aveva alcun effetto sul rischio di mal di testa negli adulti”. Inoltre, è stato riscontrato come i benefici di una riduzione del sale nell’alimentazione si manifestassero sia nei soggetti ipertesi che in quelli normotesi

Questa la spiegazione scientifica ai sorprendenti risultati di questa ricerca: riducendo l’apporto di sale, e dunque di sodio, nell’organismo si ha una riduzione generale della pressione sanguigna e in particolare della differenza tra massima e minima. L’approccio suggerito dai ricercatori si può riassumere con la frase “prevenire è meglio che curare”: come ha affermato Katharine Jenner, nutrionista del CASH (Consensus Action on Salt and Health) “piuttosto che andare solo a pescare nell’armadietto dei medicinali dovremmo pensare a cosa sta scatenando il nostro problema di salute. Se è possibile avere meno mal di testa e abbassare la pressione semplicemente assumendo meno sale, significherà anche dover prendere due pillole in meno!”.