La primavera può essere la stagione più bella dell’anno, con il ritorno del bel tempo dopo i rigori invernali e la fioritura di fiori e piante. Ma quello che per alcuni è un quadro idilliaco, per altri può trasformarsi in una sorta di incubo.
Negli ultimi anni nel nostro Paese ma non solo, si è osservato un forte aumento delle pollinosi che sono quelle forme allergiche dovute ai pollini a carattere precoce, ossia che fioriscono nei primissimi mesi dell’anno, e di quelle causate da specie erbacee a fioritura estiva come la paritaria e l’ambrosia.
I sintomi delle forme allergiche primaverili sono noti: dai casi più lievi in cui si manifestano tramite starnuti, lacrimazione degli occhi e prurigine in zone del viso come naso e occhi; ai casi più seri in cui la persona viene colpita da attacchi d’asma, congiuntiviti o dermatiti.
Non tutti però sono al corrente che le allergie ai pollini possono essere tenute sotto controllo, o comunque se ne possono limitare gli effetti, attraverso alcune regole di alimentazione ben precise: a seguito dell’ingestione di determinati alimenti infatti è possibile che i sintomi si manifestino in zone differenti da quelle “classiche” sopra citate.
Ecco alcuni alimenti a cui prestare attenzione in relazione al tipo di allergia:
se siete allergici alle Betulacee dovete evitare mele, banane, finocchi, prugne, carote, mandorle, sedano, nespole, pere, nocciole, patate, pesche, lamponi, prezzemolo, albicocche, noci, fragole, ciliegie, kiwi;
se invece siete sensibili alle Graminacee non consumate meloni, angurie, pomodori, kiwi, pesche, albicocche, ciliegie, prugne, mandorle, agrumi e frumento;
se siete allergici ai pollini di Parietaria prestate attenzione al gelso, basilico, piselli, meloni, ciliegie e pistacchi;
se il vostro problema sono le Composite dovete eliminare lattuga, cicoria, sedano, finocchio, carote, prezzemolo, angurie, meloni, mele, banane, noci, nocciole, olio di semi di girasole, camomilla, castagne e pistacchi.